Qualche giorno fa, il 31 dicembre del 2019 per l’esattezza, ho pubblicato su BadTaste la classifica, anzi, meglio, la selezione di quelli che per me sono i venti blockbuster più importanti degli ultimi vent’anni.

Il compito non è stato facile per tutta una serie di motivi.

In primis ho dovuto stabilire se fosse corretto applicare il concetto di ventennio a quel lasso di tempo che va dal 2000 al 2019. Mano a mano che questo tipo di “classifiche” è iniziato ad apparire online, qua e là per i social mi è capitato di vedere anche chi si lamentava dell’operazione perché “sbagliata” dal punto di vista matematico. Ora, a prescindere dal fatto che basta usare le dita delle mani per fare il calcolo, trovo che la questione sia stata spiegata in maniera precisa e puntuale da questo pezzo de Il Post che ho linkato anche su BadTaste.

Ovviamente, sulle pagine del sito per cui lavoro, non potevo scrivere che mi sentivo addosso una strana e persistente sensazione di disagio nel linkare Il Post, ma quella è un’altra storia.

Un compito non facile, dicevo.

Nel ripercorrere l’elenco dei film arrivati in sala anno per anno, iter reso ancora più complicato dal fatto che alcune pellicole, in Italia, sono arrivate con dei mesi di ritardo rispetto alla release statunitense, slittando all’anno successivo e andando a rendere anche più affollata la shortlist da cui potevo scegliere un solo e unico esponente, ho effettivamente rivissuto il passaggio da anni in cui i blockbuster erano dei veri e propri eventi – Il Gladiatore, Avatar – a un periodo in cui sono diventati “la prassi” tanto da fagocitarsi spesso a vicenda. La chiave di volta, in tal senso, sono stati i film di Harry Potter prodotti dalla Warner quando Alan Horn era ancora COO dello studio.

Prima che passasse in Disney dando inizio a una serie di annate da record per la Casa di Topolino.

Casualmente, mentre io facevo questo ragionamento fra me e me, Kevin Feige, il boss dei Marvel Studios, durante un’apparizione come ospite a un talk della New York Film Academy, dichiarava senza tanti giri di parole che l’impostazione dei film dell’Universo Cinematografico della Marvel hanno tratto ispirazione proprio dal franchise cinematografico basato sui libri della Rowling. Una serie di pellicole che dovevano essere capite, comprese e gradite anche e soprattutto da chi non aveva dimestichezza con la pagina scritta.

Alla fine, dopo un travaglio di qualche giorno e qualche migliaio di parole digitate sulla qwerty, sono giunto a una conclusione che trovo soddisfacente. Dalla quale ho dovuto necessariamente eliminare i tre capitoli de Il Signore degli Anelli perché erano, sono e resteranno opere inarrivabili che avrebbero vinto troppo facilmente nei rispettivi anni di uscita nei cinema dello stivale.

Se siete curiosi/e di scoprire quali blockbuster ho ritenuto degni di rappresentare gli anni dal 200 al 2019 non dovete fare altro che andare su BadTaste cliccando l’immagine qua sotto [SPOILER ALERT: non c’è The Irishman, ma Scorsese risponde comunque all’appello]