Nei giorni che hanno accompagnato la release di Star Wars: L’Ascesa di Skywalker in sala e tutti noi abbiamo potuto verificare con i nostri occhi quanto fatto da JJ Abrams e soci, c’è stata la prevedibile esplosione di polemiche, di pareri favorevoli o contrari e, come è giusto che sia in tempi assurdi come questi, di meme.

Che grazie alla loro capacità di sintesi riescono a raccontare la complessità (o l’assurdità) di ciò che ci accade intorno in maniera spesso ficcante.

E con l’affacciarsi nei cinema del nono Star Wars è riapparso online un meme che riadatta perfettamente alla circostanza le ben note considerazioni del giardiniere Willie sugli scozzesi.

Che sono nemici per natura degli altri scozzesi.

Parlo di questo passaggio de I Simpson qua sotto:

 

 

Può essere agilmente riadattato a qualsiasi circostanza, fandom di Star Wars compreso.

 

 

Per quel che mi riguarda, almeno in ambito di “vita online”, cerco di interagire il meno possibile con i fan di Star Wars.

E parlo da fan di Star Wars grossomodo dal 1985, anno in cui ogni giorno mi lavavo con estrema soddisfazione i denti col mio spazzolino di Darth Vader. Eppure mi sono cancellato da tutti i gruppi Facebook in cui ero iscritto, posti pieni di gente dove “Mio cugino è amico del fratello dello zio della nonna di uno che lavora alla Lucasfilm e mi ha assicurato che Jar Jar Binks doveva avere un cammeo in Star Wars 9” o dove “Rian Johnson è una marionetta di Soros, la distruzione della saga di Star Wars fa parte del piano Kalergi”.

Vade retro.

È impossibile avere delle discussioni sane in contesti del genere ed è un peccato perché, come ho imparato grazie a molti lettori/lettrici di BadTaste e dalle tre Star Wars Celebration cui ho partecipato, amare questo franchise significa realmente far parte di una grande famiglia di allegri e allegre fuori di testa.

 

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Come tutti ho una famiglia a cui sono legato o da vincoli di affetto o da semplici questioni genetiche non richieste. Nulla di nuovo sotto il sole. Poi ne ho un’altra. Composta da milioni di sconosciuti e sconosciute. Ci raduniamo ogni *TOT* mesi in una qualche città del Pianeta Terra e, per una manciata di giorni, ci divertiamo a vestirci da Droidi, Sith, Jedi, ad ascoltare i racconti di chi ha preso e prende tutt’ora parte alla realizzazione dei racconti ambientati nella Galassia Lontana, Lontana, a fingere di essere un’action figure, a fare file interminabili per qualsiasi cosa in cui ti ritrovi a parlare con qualcuno come se fosse il tuo migliore amico o amica da più di un decennio perché anche lui, o lei, è lì per il tuo stesso motivo. È una famiglia bellissima che non vedo l’ora di riabbracciare ❤️ . . . . . . . . . . @starwars @starwarscelebration @waltdisneystudiosit @lucasfilm #starwars #starwarsfamily #starwarscelebration #swcc #swccbad #lucasfilm #disney #geek #nerd @andreafrancescoberni @badtasteit #actionfigure #toy #toystagram #ohana

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La qualità principale della “famiglia” di cui faccio parte è realmente quella che ho espresso qualche mese fa quando l’evento di Chicago era ormai giunto al termine.

Il problema è che, online, la minoranza tossica finisce per avere molta più voce in capitolo della maggioranza, di quelle persone che vanno a vedere uno Star Wars amando o detestando il film senza per questo trascorrere giorni, settimane o mesi di tempo sui social attaccando i realizzatori e gli/le interpreti del lungometraggio. Con YouTuber più o meno seguiti che buttano benzina sul fuoco gridano al “buco di trama” ribadendo con questo mantra tutto il loro non capire una fava e il loro essere utili quanto dei “lecca lecca al gusto di me*da”, ma questa è un’altra storia e rischerei di divagare.

È un modo di fare che non ha minimamente a che fare con il sacrosanto esercizio di critica (anche accesa) verso qualcosa, un modus operandi che è tutto collegato a quella perversa idea secondo cui una data opera concepita da altre persone vada bene solo ed esclusivamente nel momento in cui va incontro a quelle che erano le nostre aspettative su di essa (un po’ quello che accade ai critici cinematografici, amati nei limiti del loro riuscire a confermare o smentire un bias che alberga già nella testa del lettore).

Per quel che mi riguarda, questa Nuova Trilogia di Star Wars è composta da un ottimo rilancio, Il Risveglio della Forza, di cui parlai in maniera molto felice a suo tempo (ecco il MIO SPECIALE su BadTaste), un film grandioso come Gli Ultimi Jedi di Rian Johnson per cui nutrivo e nutro un apprezzamento sempre crescente (ho scritto cose su BadTaste anche sull’Episodio VIII) e un epilogo, L’Ascesa di Skywalker, fatto di spunti interessanti che, col passare del tempo, trovo sempre più trascurabile e affrettato. Mi ha lasciato in bocca quello stesso retrogusto dell’ottava stagione di Game of Thrones, un sapore non particolarmente gradevole dovuto non tanto a quello che la storia mi ha raccontato, quanto dall’esecuzione e dalla messa in scena del tutto. Come ho detto nella live del film, ribadisco che normalmente non metto in discussione quello che un narratore decide di dirmi, ma il come… è un’altra questione.

E comunque, alla fin fine sapete cosa?

Va benissimo così.

Il mio rapporto con la saga di Star Wars non verrà intaccato dall’effetto che questo film ha avuto sul sottoscritto. Santa miseria, sono sopravvissuto alle cacche pestate da Jar Jar Binks, alla storia d’amore fra Padmé e Anakin e a Obi-Wan Kenobi che si ritrova a parlare con un tizio nel posto che vedete qua sotto:

 

Star Wars Diner

 

Ergo, i picchi (o abissi?) di follia che si stanno toccando con The Rise of Skywalker, fra chi è convinto che esista un #JJAbramsCut e chi pensa la Disney abbia deciso di autosabotarsi per fare un dispetto alla Warner Bros e a JJ Abrams in stile “marito che si castra per fare un dispetto alla moglie” (se non ci credete leggete qua), non li trovo compatibili a livello di DNA.

Anzi, archiviata (?) la storia della famiglia Skywalker non posso fare altro che guardare con ottimismo e curiosità all’orizzonte futuro della saga.

Anche se da queste parti devo accontentarmi di un unico sole da ammirare al tramonto…